2026-07-08 08:31:04

Penelope Cruz ha rivelato che sta finalmente “pensando” di prendere la patente a 52 anni.

L’attrice di The Invite convive con una “profondissima paura di guidare” da quando sua sorella fu investita da un’auto quando erano bambine.

Tuttavia, dopo che Bono degli U2 le ha regalato un’auto per il suo compleanno ad aprile, ha iniziato a prendere in considerazione l’idea di imparare a guidare.

Parlando durante il programma Hot Ones, Penelope ha spiegato: “Il mio amico Bono mi ha regalato un’auto per il mio ultimo compleanno.”

Ha continuato: “Mi ha regalato un’auto e penso che sia stata la spinta definitiva per farlo. Dopo che Bono ti regala un’auto, come fai a non prendere la patente? Sarebbe assurdo, no? Così ora ci sto pensando di nuovo, ma è una paura davvero profonda.”

Penelope ha raccontato che la sua paura di guidare è così intensa, a causa dell’incidente che coinvolse sua sorella Monica, da farle odiare perfino il semplice fatto di salire in macchina.

Ha detto: “Ogni volta che salgo in auto penso: ‘Ok, ci siamo. Ce la faremo oppure no?’ La mia sensazione è: ‘Oggi arriverò viva oppure no?’”

Ha aggiunto: “Credo che esista un nome per questa cosa. Di recente le hanno dato un nome perché ci sono molte persone come me.”

Secondo la Cleveland Clinic, una paura intensa e persistente di guidare o anche solo di viaggiare in automobile è definita clinicamente amaxofobia, mentre il termine veofobia indica la paura intensa di guidare, cioè dell’atto stesso di condurre un veicolo.

Cruz aveva già parlato di quell’episodio traumatico nel 2024, raccontando a Elle: “Ho paura di guidare. Mia sorella è stata investita da un’auto davanti ai miei occhi quando avevo otto o nove anni. Ricordo che indossava un cappotto rosso. Per me il tempo si è fermato. È stato un trauma enorme, perché l’ho vista perdere conoscenza. E io ero come paralizzata in ospedale, mentre continuavo a dire alle persone: ‘Mia sorella è appena stata investita da un’auto’.”

Cruz ha inoltre ammesso di essere estremamente sensibile alla sofferenza degli altri.

Ha spiegato: “Mi sento fortunata ad avere questa sensibilità, ma forse mi porta anche a provare o soffrire le cose in modo più intenso. Le percepisco tutte: è come avere un’ipersensibilità sotto ogni aspetto, visivo, sonoro e verso le emozioni delle persone. È uno degli aspetti principali su cui lavoro in terapia: trovare un equilibrio che mi permetta di continuare a sentire queste cose senza farle diventare anche mie.”

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